L’indagine

Nell’ambito del Progetto FEREO (BRIC INAIL ID63/2022) è stata condotta un’indagine con l’obiettivo di analizzare come la trasformazione digitale stia incidendo sui processi organizzativi e sui modelli di gestione della salute e sicurezza sul lavoro (SSL) nelle imprese manifatturiere italiane. In particolare, lo studio ha inteso individuare e comprendere i fattori di Resilience Engineering che supportano la capacità delle organizzazioni di prevenire, gestire e apprendere da eventi critici, sia in presenza di infortuni sia di near miss.

L’indagine si fonda su due principali riferimenti concettuali:

  • il Resilience Analysis Grid (RAG), che interpreta la resilienza come combinazione di quattro abilità fondamentali: Monitorare, Rispondere, Anticipare e Imparare;
  • il paradigma della Safety-II, che supera una visione puramente reattiva della sicurezza (Safety-I) e valorizza il ruolo dell’adattamento umano, della gestione della variabilità e dell’analisi sistematica dei near miss, oltre che degli infortuni.

Le quattro dimensioni del RAG sono state declinate rispetto a tre ambiti chiave della Safety-II:

  • discrepanza tra lavoro prescritto (Work-As-Imagined) e lavoro reale (Work-As-Done);
  • gestione della variabilità e della risonanza organizzativa;
  • apprendimento sia da eventi avversi sia da situazioni, come quelle dei near miss, che “per poco” non hanno prodotto un danno.

Il campione

L’indagine è stata progettata e somministrata con il supporto dell’istituto di ricerca EURES e ha coinvolto 344 imprese manifatturiere (Sezione ATECO C), distribuite su tutto il territorio nazionale.

Il questionario, anonimo, è stato rivolto prevalentemente a figure con responsabilità in materia di SSL (RSPP, datori di lavoro, dirigenti e preposti) ed è strutturato in tre sezioni:

  1. Anagrafica del rispondente e dell’azienda;
  2. Analisi delle dimensioni di Resilience Engineering, attraverso due scenari narrativi (infortunio e near miss);
  3. Analisi dei processi interessati dalla trasformazione digitale, con particolare attenzione a organizzazione, formazione e gestione dei rischi.

Principali risultati

Caratteristiche del campione

Il campione è composto prevalentemente da piccole e medie imprese (circa il 60% con meno di 50 addetti), con una forte presenza nel Nord Italia. I rispondenti sono in larga parte figure con esperienza consolidata in ambito SSL, a conferma dell’affidabilità delle valutazioni raccolte.

Figura 1 – Distribuzione geografica delle aziende intervistate.
Figura 2 – Distribuzione delle aziende intervistate per dimensione aziendale.
Gestione degli eventi critici

Sia nel caso di infortunio sia nel caso di near miss, i risultati mostrano una forte convergenza nel ritenere molto importanti le azioni riconducibili alle dimensioni di:

  • Anticipate, come la disponibilità dei DPI, l’aggiornamento della valutazione dei rischi e la formazione;
  • Respond, in particolare la possibilità di arrestare le tecnologie in presenza di anomalie;
  • Learn, soprattutto l’attivazione di indagini sulle cause e la revisione dei processi dopo un evento.

Al contrario, le azioni riconducibili alla dimensione Monitor (ad esempio sistemi automatici di segnalazione o monitoraggio ambientale) risultano mediamente meno diffuse e meno valorizzate, soprattutto nelle imprese di dimensioni più ridotte.

Un dato rilevante riguarda la gestione dei near miss: sebbene questi siano riconosciuti come eventi potenzialmente critici, non sempre generano azioni strutturate di apprendimento con la stessa frequenza degli infortuni. Questo evidenzia un margine di miglioramento nella capacità delle organizzazioni di trasformare i near miss in opportunità sistematiche di apprendimento e prevenzione.

Trasformazione digitale

Circa la metà delle imprese dichiara di aver introdotto nuove tecnologie digitali negli ultimi cinque anni, soprattutto:

  • soluzioni per le modalità di lavoro (ERP, smart working);
  • tecnologie di processo (robotica, IIoT).

L’introduzione tecnologica è associata più frequentemente a:

  • azioni su gestione dei dati, privacy e sviluppo delle competenze;
  • modifiche ai processi di monitoraggio, comunicazione e valutazione dei rischi;
  • un maggiore utilizzo di sistemi di risposta automatica e di monitoraggio ambientale.

Le imprese che hanno introdotto nuove tecnologie mostrano, nel complesso, livelli più elevati di strutturazione delle pratiche di resilienza, in particolare nelle dimensioni Monitor e Respond.

Figura 3 – Tecnologie digitali che sono state introdotte in azienda negli ultimi 5 anni.

Per un dettaglio sui risultati si rimanda alle seguenti pubblicazioni:

S. Stabile, R. Bentivenga, E. Pietrafesa, E. Sorrentino, M. Bernabei, S. Colabianchi, and F. Costantino (2025). “Assessing Resilience Practices in the Digital Transformation Era: A Storytellling-Based Cross-Sectional Study in Italy”, in Applied Sciences (2076-3417), 15(11)